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  1. 7 Novembre 2010 a 14:06 | #1

    Le bambine e i bambini di una quarta elementare di Asti scrivono al ministro della difesa italiano, Ignazio La Russa, a proposito della «missione di pace» e delle bombe sui caccia italiani utilizzati in Afghanistan.

    Sono un maestro di una scuola elementare di Asti. Una delle mie bimbe alunne a scuola [quarta elementare] ha risposto a una domanda di storia nella quale chiedevo perchè in Mesopotamia e zone limitrofe da 8.000 anni si fanno guerre.
    Risposta: perchè è una terra fertile e ricca di risorse, sono in tanti a volerla e allora si comportano come i bimbi piccoli che quando vogliono qualcosa se la strappano di mano. Geniale. E disarmante, in tutti i sensi.
    Da qui è cominciato un bel lavoro con tutti i bambini della classe e con la collega, nei rarissimi momenti di compresenza. Dico sempre ai ragazzi che studiare la storia antica serve a prevedere i fatti e gli avvenimenti che verranno, allora abbiamo iniziato ad analizzare gli avvenimenti recenti nell’area mesopotamica leggendo le sempre più rare notizie sui giornali [distratti dal macabro gossip quotidiano e dagli eventi di cronaca interna] appaiandoli e paragonandoli con la storia antica appunto, scoprendo così che Ittiti e Babilonesi non si comportavano in maniera molto diversa da marines statunitensi, guerriglieri Talebani e che i governi di un tempo volevano il controllo di aree geografiche strategiche e ricche di risorse ne più e ne meno di quelli di oggi.
    Allora se la storia ci insegna… impariamo dalla storia, le guerre e le invasioni hanno sempre portato alla distruzione di popolazioni e delle loro civiltà, dai ragazzi è venuta l’idea di scrivere a chi comanda e chi può decidere, una lettera per chiedere di smettere, di riconsiderare l’intervento italiano, di richiamare i soldati e di utilizzare altri sistemi più civili ed umani per agevolare i processi di pace.
    Ecco il testo della lettera che questi gagliardi bambini hanno steso coralmente, inviandola al ministro della difesa italiano e agli organi di informazione.
    Gianpiero Monaca, Asti

    Egregio signor ministro,
    siamo le bambine ed i bambini della 4c della scuola primaria Rio Crosio di Asti, abbiamo saputo che in Afghanistan è in corso un conflitto tra le diverse fazioni afghane e noi Italiani abbiamo voluto inviare dei soldati per aiutare le popolazioni in una missione di Pace.
    A noi, però, sembra strano che per una missione di pace si debbano usare le armi.
    Le ultime notizie ci informano sulla morte di quattro alpini italiani in un attentato, ma noi sappiamo anche che dall’inizio di questa guerra sono morte migliaia di persone tra innocenti civili e soldati.
    Questo ci fa pensare che è impossibile raggiungere la pace seminando guerre.
    Sappiamo che in Italia tutti i cittadini hanno il diritto di esprimere la propria opinione e noi, in quanto cittadini del mondo che voi adulti ci lascerete, vorremmo darle il nostro modesto consiglio.
    Secondo noi, lanciare le bombe per fermare questa carneficina non è una buona idea e non proteggerebbe i nostri soldati.
    Sappiamo che le armi costano moltissimo e con il prezzo di una sola bomba si potrebbe costruire una scuola o un ospedale.
    invece che spendere tanti soldi per le armi, sarebbe meglio usarli per offrire aiuti concreti alle popolazioni e un lavoro diverso ai soldati con il quale essi possano sentire di servire lo stesso o ancor meglio la loro patria.
    Per favore signor ministro, dimostri a noi bambini che è possibile risolvere i conflitti con la testa, il cuore e con le parole e non con la violenza come gli uomini primitivi incapaci di ragionare.
    Secondo noi, quindi, bombe No, perchè fanno solo del male!
    La ringraziamo per l’attenzione che saprà concedere alle nostre riflessioni e le chiediamo di non armare gli aerei italiani con le bombe e di far iniziare dialoghi di pace per far tornare tutti a casa sani e salvi.
    Le porgiamo distinti saluti
    Asti, ottobre 2010
    Le bambine e i bambini della 4C, scuola rio Crosio, Asti

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