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Archivio per la categoria ‘Afganistan’

Tabula Rasa

21 Novembre 2010 Commenti chiusi

Nella provincia afgana di Kandahar le truppe Usa radono al suolo tutte le case, a volte interi villaggi, abbandonati dai civili sfollati, per neutralizzare eventuali trappole esplosive

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Le migliaia di sfollati fuggiti nelle scorse settimane dai distretti rurali attorno a Kandahar, dove da fine settembre è in corso l’offensiva militare americana Dragon Strike, non avranno più una casa a cui tornare, perché le loro abitazioni abbandonate vengono deliberatamente demolite dalle truppe Usa per neutralizzare mine e trappole esplosive che i guerriglieri talebani possono avervi nascosto, e che hanno già provocato decine di vittime tra le fila americane.

Complessi di edifici e spesso interi villaggi disabitati vengono rasi al suolo ricorrendo all’uso di bulldozer blindati, artiglieria pesante e aviazione. Vengono sistematicamente demoliti anche tutti i muri di cinta, i ponti sui canali e i muretti divisori tra i campi, dove il nemico potrebbe nascondersi per tendere imboscate. Per la stessa ragione, non vengono risparmiati nemmeno i filari di alberi, abbattuti a sventagliate alzo zero di mitra pesanti.

Secondo quanto scrive il New York Times, nei distretti di Arghandab, Zhari e Panjwai le forze statunitensi hanno già distrutto centinaia di abitazioni civili, forse migliaia.
”Non abbiamo cifre precise sugli edifici abbattuti, ma si tratta di un numero elevatissimo”, ha detto Zalmai Ayubi, portavoce del governatore della provincia di Kandahar, Tooryalai Wesa.

Il colonnello Webster Wright, portavoce delle forze alleate a Kandahar, sostiene che le demolizioni finora sono state 174: una stima che lo stesso quotidiano newyorkese giudica assai riduttiva rispetto alle denunce delle autorità locali.

Il governatore del distretto di Zhari, Karim Jan, ha parlato di centinaia di richieste di risarcimento solo nel suo territorio. Shah Muhammed Ahmadi, il suo omologo del distretto di Arghandab, ha riferito di almeno 130 case distrutte nel territorio di sua competenza, di cui 40 nel solo villaggio abbandonato di Khosrow, praticamente raso al suolo da una salva di 35 missili Himras. ”Altri interi villaggi sono stati distrutti perché pieni di trappole”.

Secondo Abdul Rahim Khan, un anziano capo tribale di Panjwai, in realtà le truppe Usa distruggono case e villaggi abbandonati anche senza avere la certezza che siano minati.
D’altronde, gli stessi ufficiali militari americani interpellati dal Times ammettono che ”perlustrare edifici vuoti è troppo rischioso”. Meglio raderli al suolo.

“Laddove fanno il deserto, lo chiamano pace”, scriveva Publio Cornelio Tacito nell’Agricola, a proposito delle truppe dell’Impero Romano.

http://it.peacereporter.net/homepage.php     Enrico Piovesana

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Bombe e Dollari.

11 Ottobre 2010 Commenti chiusi

140936984-d8ffa59f-48d7-469c-b231-93beba1f94b6LA BEFFA E IL DANNO: PIÙ RISCHI PER I SOLDATI PRESENTI NEL PAESE. POLEMICA NEGLI USA

Spie e talebani tra le fila dei contractors.

 Scandalo in Afghanistan: uomini vicini alla guerriglia assunti e pagati dalle aziende chiamate dal Pentagono

WASHINGTON – Lo scandalo ha dell’incredibile. Tra le guardie delle basi militari e dei convogli militari in Afghanistan assunte dai contractor privati del Pentagono vi sono talebani, spie iraniane, miliziani dei signori della guerra, narcotrafficanti, criminali e via di seguito. Che non solo vengono stipendiati, ma sovente ricevono anche ingenti bustarelle per garantire la sicurezza delle basi e dei convogli stessi. Così in pratica il Pentagono finisce per finanziare indirettamente gli insorti, ed esporre i soldati americani ad attacchi e attentati dall’interno, come è già avvenuto.

MR. WHITE E MR. PINK – Lo ha scoperto la Commissione alle forze armate del Senato nel corso di una lunga inchiesta sui 26 uomini dei contractor privati. I casi più clamorosi denunciati dalla Commissione in un rapporto riguardano la base di Shindad presso Herat nello Afganistan occidentale e la base di Adraskan in una zona contigua. A Shindad l’Armor group, un contractor inglese, assoldò all’inizio del 2007 due capi milizie di cui il Pentagono non conobbe mai il nome, ribattezzati Mr. White e Mr. Pink da un film di gangster di Quentin Tarantino. Nel corso di un anno e mezzo, oltre a fomentare la guerriglia contro gli Stati Uniti, i due combatterono l’uno contro l’altro. Alla fine, Mr. Pink uccise Mr. White, e passò ai talebani. Ma l’Armor group non licenziò i suoi uomini, né quelli di Mr. White. Anzi affidò questi ultimi a Mr. White 2, il figlio. Un brutto giallo, che sfociò in una strage. Nell’agosto del 2008, la Dia, il servizio segreto del Pentagono, apprese che ad Aribazad, presso Shindad, era in corso una riunione dei leader talebani. Il villaggio venne bombardato, e si scoprì che Mr. White 2, che morì sotto le bombe, stava incontrando il Mullah Sadeq. Una operazione proficua, che eliminò alcuni capi guerriglia e che costrinse l’Armor group a cambiare molte guardie. Ma il bombardamento fece anche 90 vittime circa tra i civili, scatenando un’ondata d’antiamericanismo in parti dell’Afganistan e spingendo il presidente afgano Hamid Karzai a prendere le distanze dal Pentagono.

SPIE E SOLDATI – Ad Adraskan, dove la Eod Technology, un noto contractor americano, presidiava la base con forze locali, non ci furono perdite di vite umane. Ma sempre la Dia si accorse che alcune guardie erano spie iraniane, e altre informavano i talebani dei movimenti delle truppe Usa. Secondo il rapporto della Commissione del Senato, casi analoghi si verificarono e si verificano ancora altrove. Attualmente, per evitarlo, afferma il rapporto, i contractor assumono soldati e poliziotti afgani. Una prassi egualmente nociva, perché assottiglia le fila delle forze addestrate dal Pentagono, e ritarda il giorno in cui esse potranno stabilizzare il Paese.

«DOLLARI AL NEMICO» – Il capo della Commissione, il senatore democratico Carl Levin, ha protestato che è scandaloso che i contractor non vengano controllati dal Pentagono, e ha chiesto che ne sia subito ridotto il numero: «Il nemico intasca dollari Usa – ha ammonito – e i nostri ragazzi corrono più pericoli». Il ministro della difesa Robert Gates ha risposto di avere preso già provvedimenti: «Gli insorti non riceveranno più aiuti del genere» ha assicurato. Il “boom” dei contractor in Afganistan, come quello precedente in Iraq, è un’eredità dell’amministrazione Bush. Per non mandare molti più uomini al fronte, cosa a cui l’America si sarebbe opposta, Bush creò veri eserciti paralleli di guardie private.

Ennio Caretto   Corriere della sera     

08 ottobre 2010

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I CADUTI IN AFGHANISTAN E IL CUOCO DI GIULIO CESARE, 23.9.2009

29 Ottobre 2009 1 commento
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